lunedì 21 maggio 2012

Ultimo Minuti: strage Morvillo Falcone

Ecco come si evolvono le investigazioni sulla strage

Ultime ipotesi: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120521_131915.shtml
Nessuna pista esclusa : http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/brindisi_severino_nessuna_pista_esclusa_per_ora_non_ci_sono_indagati/notizie/197598.shtml
Lo Stato c'è
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/puglia/articoli/1046783/brindisi-cancellierilo-stato-ce.shtml

Melissa è morta. Il ricordo del fidanzatino



Melissa Bassi è morta. Oggi, giorno del funerale l'amara realtà,.
Centinaia di persone vanno a trovare i poveri resti della ragazza. Tra loro, si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno c'è Mario, il fidanzatino. " Mario, 18 anni tra una manciata di mesi, dichiara pubblicamente il suo amore per Melissa. «Con te avevo trovato pace e serenità che è svanita, primo gradino di una scala immensa chiamata vita. Addio amore mio, adesso ti lascio tra gli angeli. Il tuo cucciolo» scrive Mario nello striscione che da ieri pomeriggio pende dal balcone di casa Bassi, in via Torre Santa Susanna, da dove Melissa si affacciava per vedere se il suo ometto arrivava in moto a prenderla. Le lacrime non cancellano il ricordo. «L'ho vista per l'ultima volta venerdì sera. Erano circa la 19 e 30. Sono andato con la moto sotto casa sua, e lei è scesa. Avevamo litigato. Una sciocchezza, niente di importante. Una cosa tra noi, non mi va di raccontarla. Abbiamo subito fatto pace. Ci siamo baciati. Una, due, tante volte. Lei ha un certo punto mi ha anche rimproverato, troppi baci mi stai dando ha detto, sorridendo. Non ci voglio credere, non ci posso credere » . Mario dormiva quando la bomba ha ucciso Melissa davanti alla scuola di Brindisi. 

«Il sabato non lavoro, così ero rimasto a letto più del solito. Mi ha chiamato un amico alle 9 e mezza, mi ha svegliato, urlandomi: Melissa è morta. Non ho capito più niente. Mi sono disperato. Ho telefonato a mia zia e mi sono fatto portare all'ospedale di Brindisi. Arrivato lì, ho capito che tutto era finito». 

Mario era due anni più grande di Melissa, ad agosto diventerà maggiorenne. Progettava già il futuro con quella ragazzina che lo esortava studiare, a diplomarsi per andare tra qualche anno insieme all'università. «La amo, l'amerò per sempre» dice al cronista con toni quasi ultimativ i. Poi mostra la maglia che indossava quando giocava con la sua squadra di calcio, una divisa arancione con il numero 8 che custodiva gelosamente, resistendo alle richieste di Melissa che più volte gliel'aveva chiesta. «La vede? Ci ha anche disegnato un cuore con i nostri nomi, la conserverò per tutta la vita. Mi manca, mi manca.....». 

Mario è chiuso nella sua abitazione, passa il tempo sfogliando le foto con la sua Melissa. Il loro amore era stato consacrato su Facebook un paio di mesi fa, quando entrambi i due ragazzini avevano deciso di modificare lo status sul social network, aggiungendo quel fidanzato ufficialmente che fa tanto meridione antico, dove si era fidanzati ufficialmente soltanto quando la famiglia del ragazzo faceva visita a quella della ragazza, e dunque era possibile per i due fidanzatini uscire insieme con l'autorizzazione dei genitori. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, sicuramente non sapeva quali implicazioni comportava tale pubblica dichiarazione quando ha inserito tra le informazioni del social network lo status di fidanzato ufficialmente ma tra modernità e vecchie costumi di paese, quando due ragazzini minorenni si espongono così, vale molto come molto valeva in passato la visita ufficiale tra le due famiglie. Mario e Melissa si scambiavano baci e cuoricini su Facebook. 

«Stasera arrivo tardi, lo sai?» scriveva soltanto qualche giorno fa Mario a Melissa e lei rispondeva con un bacino, uno scambio di affettuosità che può far sorridere chi, non senza qualche ragione, considera i social network la tomba delle relazioni umane, ma non tutto è come sembra, Facebook rompe muri costruiti in decine di anni, sovvertendo regole e gerarchie, rendendo a portata di mano libertà inimmaginabili soltanto una ventina di anni fa. Ecco perché Mario ieri è andato a trovare e abbracciare Massimo, il papà di Melissa, distrutto dal dolore e diviso tra le sue donne, la figlia chiusa tra quattro assi di legno nell'obitorio di Brindisi e la moglie Rita ricoverata a Mesagne per le conseguenze del collasso avvertito sabato. Portava con sè quello striscione bianco, ultimo gesto d'amore, che voleva far sventolare dalla finestra di Melissa, la sua Melissa, in attesa dell'ultimo saluto. «Ditemi che non è vero, ditemi che Melissa risponderà di nuovo quando la chiamo, dicendomi ciao amore, ditemelo...» chiede implorante Mario, spazzando via l'ultima dose di cinismo del cronista."
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=520813

domenica 20 maggio 2012

Veronica Capodieci si è svegliata e collabora con i medici

Scrive Brindisi report che Veronica Capodieci è sveglia, è vigile e collabora con i medici. 
Brindisi Report riporta le dichiarazioni  del reparto Rianimazione del nosocomio leccese dove Veronica è ricoverata. "Veronica sta reagendo. Ma la situazione rimane critica e la ragazza è ancora in prognosi riservata". Veronica Capodieci è forte. La 15enne mesagnese rimasta coinvolta nell'esplosione sabato 19 maggio scorso a Brindisi non molla. I suoi parametri vitali e la pressione cardio-vascolare è stabile.

Oggi il funerale di Melissa, intanto proseguono le indagini da una foto

Lunedì 2 1maggio ore 16.30 a  Mesagne ci sono i funerali di Melissa Bassi. Intanto  il sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, ha deciso il lutto cittadino invitando tutti i cittadini ad esporre un fiore bianco alle finestre. Il presidente Mario Monti, rientrato in anticipo dal vertice Nato di Chicago, è probabile che sia presente alle esequie. Funerali di Stato? Non è ancora chiaro. Intanto però da ieri gira una foto. Il chioschetto dei panini ha ripreso con  una telecamera un uomo mentre preme il telecomando. Esperti del Ros e dello Sco intanto sono all'opera e, incrociando le immagini del video del chiosco di panini davanti alla scuola e alcune testimonianze, gli investigatori stanno lavorando su un primo identikit dell'uomo che avrebbe fatto esplodere tre ordigni davanti all'Istituto Morvillo Falcone: bianco, tra i 50 e i 55 anni. Vestito con una giacca scura e pantaloni chiari, ai piedi scarpe da ginnastica, a quanto si apprende sono questi al momento i primi risultati.

Le immagini del video ritraggono l'uomo che aziona il telecomando, ma sarebbero troppo sgranate per identificare i lineamenti del volto. In ogni caso gli elementi delle immagini sono e saranno confrontati anche con le testimonianze raccolte, spiegano fonti qualificate. Resta anche aperta l'ipotesi che l'attentatore sia stato aiutato, ad esempio nel trasporto del cassonetto.

Sono ancora al lavoro gli artificieri ma frammenti dell'innesco sono stati ritrovati e sarebbero sufficienti per ipotizzare un congegno a distanza, con un dispositivo volumetrico: "Stiamo aspettando ulteriori accertamenti ma è probabile che si tratti di un innesco con contatto visivo, è possibile che il telecomando abbia innescato un dispositivo cd volumetrico che poi interagisce ed esplode al primo passaggio delle persone", ha spiegato il pm di Brindisi.

L'uomo quindi potrebbe aver aspettato poco distante, in sicurezza, ma in modo da vedere la zona e l'ingresso della scuola accanto al quale aveva posizionato il cassonetto blu con le tre bombole gpl pronte ad esplodere. Anzi, probabilmente è stato azionato prima, quando ha visto le ragazze uscire dall'autobus, poi il sensore è scattato quando le prime studentesse sono passate, e l'esplosione le ha lacerate.

Le ragazze quindi erano l'obiettivo "non una sola in particolare", ha spiegato Di Napoli, argomentando: "Il gesto quindi sembra collegato alla scuola e ai ragazzi". E' certo che "c'era una "volontà stragista", tant'è che è questo il reato doloso per cui la procura procede. Ma la dinamica delle immagini e le caratteristiche dell'innesco e la preparazione dell'attentato fanno pensare ad "un gesto isolato, un gesto individuale è questa l'ipotesi più plausibile" e che non sarà ripetuto "non sembra un killer seriale".

Non si esclude che altri lo abbiano aiutato, ma "è possibile che abbia fatto tutto da solo e confezionato l'ordigno in casa", sottolinea pm. Anche il cassonetto blu verticale con le ruote dove erano messe le bombole poteva spostarlo da solo "non è dell'azienda di nettezza urbana", e "i due cassonetti storici della scuola stavano al loro posto". E' un cassonetto che "si può acquistare" e su questo anche si stanno muovendo gli investigatori e "con ogni probabilità - ha aggiunto il pm, dato il dispositivo 'volumetrico' - cassonetto è stato portato carico a ridosso dell'evento". Poco prima delle 7.42 quindi. E qui qualcuno potrebbe averlo anche notato quell'uomo. Gli inquirenti non si sbilanciano ma ci sarebbero testimoni, alcuni ritenuti più credibili e significativi.

Su chi sia l'autore, dice qualcosa anche quel terribile ordigno che ha lanciato schegge e frammenti fino a 500 metri di distanza: "E uno che conosce l'elettronica, il congegno non è alla portata di tutti, non è particolarmente difficile da assemblare ma servono particolari conoscenze".
Fonte TMNews

Veronica, Vanessa, Selene e le ragazze del Morvillo Falcone migliorano

Un lieve miglioramento per la giovane Veronica. Veronica non è intubata ma rimane sotto ventilazione assistita, sembra anche che sia vigile anche se i sanitari del  Fazzi di Lecce non sciolgono la prognosi. Mentre le altre ragazze ricoverate tra cui Selene, sono in condizioni stazionarie, anche Vanessa è stazionaria. In ogni caso tutte le ragazze sono assistite da validi psicologi del CIM di Brindisi che attraverso i consultori familiari ha attivato  immediatamente una unità di crisi per le famiglie programmando incontri con le scuole. 

Attenzione: la truffa della foto identikit. Quando Fb diventa fonte di cattiva informazione

La rete è una fabbrica di fake. Troppo spesso dietro curiosi profilo Facebook si nascondono persone che speculano sulle altrui vicende.
Ma perchè speculare su una strage? 
A Brindisi è morta una ragazza, Melissa Bassi, altre resistono strenuamente tra la vita e la morte, ma nessuno degli studenti dell'IPSS Morvillo Falcone potrà mai dimenticare il boato, il fumo, le urla di quel giorno normale, un sabato di fine maggi.
Eppure qualcuno si prende gioco persino delle forze dell'ordine e delle fonti di informazione.
Ecco che appena si legge che è stato identificato il killer appare una immagine tremenda. 
Una pagina di FB di cui non riportiamo il link, ma con un titolo tutto da scoprire scrive:


"Le immagini dell'uomo fornite dal titolare di un'attività limitrofa alla scuola coinciderebbero con quelle in mano alla polizia di Brindisi. Conferme non ancora ufficiali provengono da fonti anonime interne alle forze dell'ordine"

Dubbi?? Bhè tanti:
  1. il titolare del chiosco NON HA mai consegnato nulla alle forze dell'ordine ma le forze dell'ordine hanno ritirato i filmati come prevedono i protocolli investigativi.
  2. L'Ansa non riporta la foto in oggetto
  3. Nel video si legge ovunque si noterebbe persino l'uomo che schiaccia il telecomando
  4. l'età dell'identikit è di 50 55 anni, la foto raffigura un giovane
  5. La location non sembra corrispondere al vero
  6. l'ANSA non firma mai le foto in quel modo 
  7. la location è un negozio e non un chiosco.
Perchè speculare anche su queste cose così serie? Le indagini sono in corso, nel Paese il clima di incertezza ed insicurezza si diffonde e c'è chi ritiene utile iniziare la caccia alle streghe creando una foto falsa e facendosi gioco della buona fede delle persone?

Il parere del criminologo

http://www.agi.it/dalla-redazione/notizie/201205191750-cro-rt10176-bomba_brindisi_criminologo_troppi_rischi_penso_a_sconsiderato?google_editors_picks=true